Child “news”

GUIDA ALLA SCELTA DELLA LAMPADINA

Oggi l’illuminazione è affidata quasi esclusivamente alle lampadine. Ma come valutare quale tipologia di lampadina è più adatta alle vostre esigenze?

Ecco una breve guida che potrà aiutarvi nella scelta.

1) Scegliere la lampadina in base ai lumen

Piuttosto che la potenza, espressa in Watt, dovremmo vedere l’intensità luminosa di una lampadina, espressa in Lumen. Se per illuminare un grande locale ti servirebbe una lampadina da 150 watt, dovrai optare per una da 2000 Lumen. Per le postazioni di luce non principali, vanno bene lampadine tra i 500 e i 1000 Lumen (corrispondenti a 60 Watt). Per fonti di luce decentrate, come lampade da scrivania, raccomandiamo lampadine sotto i 500 Lumen.

2) Accensione lenta o veloce

Per le lampadine compatte fluorescenti, sulla confezione è riportato il tempo necessario a far si che la lampadina si acceda. Più comune è trovare la percentuale di luminosità raggiunta in un certo numero di secondi (per esempio 70% di luminosità raggiunto tra i 10 e i 100 secondi). In questo caso quindi parliamo di un’accensione lenta, quindi bisogna valutarne bene l’utilizzo. Mentre le lampadine compatte fluorescenti necessitano di tempo per raggiungere la luminosità massima, le lampadine a LED sono subito a pieno regime. Sulla confezione inoltre è indicato se la lampadina può o non può essere installata su dispositivi che regolano l’intensità della luce, i dimmer.

3) Luce calda o luce fredda?

Sulle confezioni troverete anche indicazioni sul colore della luce, indicato in gradi Kelvin. Per una luce calda dovrete scegliere una lampadina tra i 2400 e i 3300 gradi Kelvin, mentre man mano che i gradi aumentano la luce tende a diventare sempre più fredda, tendente all’azzurro.

4) Luce diffusa o concentrata? L’angolo del fascio luminoso.

Per scegliere il giusto angolo del fascio luminoso, bisognerà valutare l’utilizzo che si farà della lampadina e su quanta superficie dovrà giungere la sua luce. Sulla confezione è riportato l’angolo di illuminazione. Se è indicato un angolo inferiore a 120°, si parla di lampada direzionale, da utilizzare per illuminare una zona particolare o un oggetto d’arredamento.
Per lampade non direzionali invece, dovrete scegliere un angolo che varia tra 150° e 360°, cioè le lampadine che illuminano un ambiente in modo omogeneo. Per illuminare tutto lo spazio di una stanza potrete usare quindi lampadine con un angolo tra 150° e 300°, adatte quando i diffusori del lampadario coprono la lampadina, oppure quelle a 360° cioè adatte alle lampade con diffusore in vetro o che lasciano visibile la lampadina. Per le lampade non direzionali, comunque, non è obbligatoria la dichiarazione dell’angolo del fascio luminoso e potrebbe non apparire sulla confezione.

5) Efficienza luminosa

L’efficienza energetica delle lampadine si determina mettendo in relazione la quantità di luce emessa (calcolata in lumen come abbiamo visto in precedenza) e la potenza assorbita dalla lampadina (Watt). Maggiore è la quantità di lumen emessi per ogni Watt consumato, maggiore è l’efficienza energetica della lampadina. Per valutare meglio l’efficienza, sulle confezioni è posta l’etichetta energetica, dove viene indicata la classe di efficienza energetica della lampadina che va da A++ (maggiore efficienza) a E (minore efficienza). Nell’etichetta stessa o sulla confezione viene inoltre riportato il consumo annuo ponderato di energia, espresso in kWh per 1000 ore di funzionamento.

La storia del gas metano

 

Oggi per molti di noi è normale utilizzare il gas metano come fonte energetica domestica per la cottura dei cibi o il riscaldamento, ma non è sempre stato così. La storia del gas metano come risorsa energetica è abbastanza recente, esso infatti è l’ultima fonte di energia fossile ad essere sfruttata dall’uomo nel corso del tempo. Precedentemente il gas naturale era già conosciuto, ma venivano preferiti combustibili fossili solidi, come il carbone oppure liquidi, come il petrolio.

Inizialmente il gas metano che fuoriusciva dai giacimenti petroliferi veniva bruciato o disperso nell’atmosfera, ma dalla fine dell’800 e gli inizi del ‘900 si iniziò a diffondere la tecnologia a basso costo di trasporto del gas anche a grandi distanze, tramite navi metaniere, gasdotti e metanodotti.

Il consumo di gas metano quindi crebbe progressivamente nei consumi mondiali di energia fino a raggiungere le altre fonti di energia fossile.

Per quanto riguarda le prime strutture finalizzate allo sfruttamento del gas naturale, esse vennero realizzate negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo. Si trattava però di strutture per il trasporto del gas naturale sulle corte distanze o in ambito urbano. Negli anni ’20 del Novecento vennero realizzati, sempre negli Stati Uniti, anche i primi gasdotti della storia su lunghe distanza.

Uno dei primi gasdotti era di circa 1600 chilometri e collegava la città industriale di Chicago con i giacimenti di metano situati in Texas. I gasdotti erano un’infrastruttura caratterizzata da elevati investimenti iniziali di realizzazione ma anche da bassi costi di trasporto del gas. Questo permetteva di ammortizzare la spesa iniziale nel medio-lungo periodo.

Nella seconda metà del Novecento il timore di un rapido esaurimento delle riserve petrolifere spinse gli Stati Uniti a investire ulteriormente nello sfruttamento del gas naturale. Due grandi oleodotti del paese ( Little Inch e Big Inch ) furono convertiti in gasdotti per collegare l’intero territorio statunitense da costa a costa.

Lo sfruttamento del gas naturale si diffuse anche in Europa nell’immediato dopoguerra, in particolar modo in Olanda, in Russia, in Romania e in Italia. Ancora oggi questi paesi sono i principali produttori di gas naturale insieme agli Stati Uniti e al Canada. La storia del gas metano quindi risulta molto recente ma questa risorsa è indispensabile per numerose attività umane.

I vantaggi del gas metano sono molteplici. Il gas metano è il più utilizzato dalle famiglie e dalle imprese perché nel nostro paese ne è molto sviluppata la rete di distribuzione. Viene estratto, poi stoccato e trasportato fino alle utenze attraverso i metanodotti. In altre parole, la sua distribuzione avviene tramite la rete di distribuzione, estremamente sviluppata in Italia.

Con un’efficienza che arriva al 92% dell’utilizzo diretto, garantisce una riduzione del consumo di energia, con diretta percezione sui costi in bolletta.  Si paga quindi quanto si consuma e si evitano sprechi, poiché si sfrutta il contatore. Riduce notevolmente l’emissione di gas serra della nostra casa, con conseguente riduzione dei danni ambientali e quindi benefici per noi, la nostra famiglia e la società.

Altri benefici sono, i tempi più veloci di riscaldamento dei vari ambienti, quindi per passare da una stanza fredda e inospitale a un ambiente caldo e confortevole, i fuochi della cucina saranno pronti pressoché immediatamente per tutti gli usi e l’acqua calda sempre pronta per ogni utilizzo, senza attese spiacevoli, specie nei mesi invernali.

 

A livello condominiale, ci sono notevoli vantaggi del gas metano rispetto al gpl:

– Investimento iniziale poco elevato.
– Basso impatto ambientale (combustibile pulito).
– Praticità d’uso notevole.
– Impianto di piccole dimensioni (non è necessario il serbatoio).
– Prezzo del gas contenuto.
– Misurazione dei consumi tramite il contatore.

 

Per quanto riguarda il GPL, ci sono diversi svantaggi: 

– Costo del GPL più elevato rispetto al metano
– Necessità di avere uno spazio adeguato per l’installazione del serbatoio

Spesso non ci rendiamo conto ma molte delle nostre azioni in casa ci fanno sprecare tantissima energia, ecco a voi la nostra guida al risparmio energetico!

1 | Stacca la spina degli elettrodomestici non essenziali

In che modo lasciare qualcosa collegato alla presa di corrente consuma l’elettricità anche se è spenta? La risposta è “vampire draw”, noto anche come carico fantasma o alimentazione in standby. Anche se non sembra, la modalità standby può utilizzare più energia di quanto pensi. Calcolando quanta energia viene sprecata a casa in questo modo, recenti studi hanno dimostrato che utilizzare l’alimentazione in standby rappresenta fino al 10% del consumo di elettricità. Le cose che hanno un display elettronico continuo come un orologio e che vengono azionate con un telecomando sono spesso i maggiori colpevoli. Puoi smettere di sprecare energia a casa non lasciando il computer acceso una volta che hai finito di usarlo. Spegnilo completamente e poi fai un ulteriore passo avanti scollegandolo dalla presa. Scollegare i dispositivi quando non vengono utilizzati è il modo più sicuro per prevenire la perdita di energia a casa. Per un ulteriore risparmio, potete ridurre il consumo di energia della consolle per i videogame, collegandola con il televisore o il monitor a una presa multipla. È possibile farlo con qualsiasi gruppo di dispositivi elettronici utilizzati insieme. Ciò semplifica la prevenzione dello spreco d’energia in più dispositivi contemporaneamente fornendo un interruttore di spegnimento.

2 | Ricordati della modalità sonno o standby

Mentre è meglio spegnere, se non scollegare, un televisore quando hai finito di guardare, un’impostazione di spegnimento automatico (modalità sonno) può tornare utile. Lasciare accesi i dispositivi e dimenticarsene è una delle più grandi abitudini che consumano energia a casa. Inoltre, avere un dispositivo in modalità di sospensione o standby consuma meno elettricità rispetto a quando è completamente acceso. Molti dispositivi dispongono di una funzione di sospensione o standby che li spegne dopo un certo periodo di tempo. Se ti piace addormentarti con il televisore acceso, puoi impostarlo in modo che si spenga dopo un determinato periodo di tempo. Puoi ancora addormentarti davanti alla TV, ma non sprecare energia tenendola accesa tutta la notte!

 

3 | Spegni la luce

Spegnere le luci consente di risparmiare energia. Un’altra delle più grandi abitudini di spreco di energia a casa è lasciare le luci accese nelle stanze vuote. Spesso si esce da una stanza e si dimentica di premere l’interruttore della luce per spegnerla. Mentre il costo medio per mantenere accesa una lampadina a incandescenza da 100 watt per 10 ore è di soli 12 centesimi, gli sprechi si accumulano ai consumi, facendo crescere l’utilizzo di energia. Se esci da una stanza per più di 15 minuti, spegni le luci! Uno dei vantaggi dei sistemi domestici intelligenti è che puoi programmare le luci per accendersi e spegnersi in determinati orari. E se dimentichi e lasci le luci accese, puoi spegnerle dal telefono tramite diverse app.

 

4 | Utilizzo di lampadine inefficienti

La tecnologia di illuminazione odierna offre dozzine di alternative alle lampadine a incandescenza. Le lampadine fluorescenti compatte (CFL), ad esempio, esistono da decenni. Ora pesano meno e offrono una gamma di doversi colori. Soprattutto, consumano dal 65% all’80% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza. Le lampadine a diodi a emissione di luce (LED) consumano ancora meno energia e durano per decine di migliaia di ore. Qualunque lampadina tu scelga, assicurati che siano efficienti.

 

5 | Far funzionare la lavastoviglie quando non è piena

Anche le lavastoviglie efficienti possono utilizzare fino a 270 kWh di elettricità all’anno. Ciò non include il costo dell’acqua calda. Riduci il consumo di energia della lavastoviglie facendo funzionare la macchina solo quando è piena, la utilizzerai di meno e consumerai meno elettricità! Un altro modo per smettere di sprecare energia a casa è utilizzare l’impostazione “economia”. Consente di asciugare i piatti all’aria invece dell’opzione “asciugatura a caldo” ad alta intensità energetica.

 

6 | Lavare i vestiti in acqua calda

Sembrerà strano ma spesso lo spreco di energia deriva anche da qualcosa di semplice come lavare i panni in acqua calda. Nella maggior parte dei casi infatti, sia l’acqua calda che fredda renderanno i tuoi vestiti altrettanto puliti. Mentre gli odori duri e alcune macchie a base di olio possono essere rimossi meglio con l’acqua calda, il tuo solito bucato diventerà altrettanto pulito a freddo. Inoltre, puoi prolungare la durata dei tuoi vestiti: i lavaggi in acqua fredda prevengono il restringimento, facilitano le fibre e riducono al minimo lo sbiadimento.

 

7 | Usare troppa energia per cucinare

Puoi risparmiare tempo ed energia preparando i pasti della giornata tutti in una volta. L’accensione del piano cottura e del forno più volte al giorno aumenta il consumo di energia, poiché ogni volta si devono riscaldare. Risparmierai molta energia cucinando più pasti contemporaneamente!

 

8 | Impostazione del termostato su un valore troppo alto o troppo basso

Se imposti il ​​termostato e te ne dimentichi, stai sprecando molta elettricità a casa poiché le temperature interne variano durante il giorno e in base alla stanza. Quando c’è il sole, infatti, le stanze potrebbero surriscaldarsi rendendo addirittura dannoso il riscaldamento. Se nessuno è nelle camere da letto durante il giorno, il riscaldamento è inutile. Puoi evitare questo problema con un termostato intelligente programmabile che utilizza un app per avere alta efficienza energetica e apprendere i modelli di consumo della tua famiglia. Impostalo per riscaldare o raffreddare la casa appena prima di tornare a casa dal lavoro, ad esempio. Abbassa la temperatura mentre dormi per risparmiare in inverno.

 

9 | Dimenticare di sostituire i filtri dell’aria

La mancata sostituzione dei filtri dell’aria, può causare sprechi di elettricità in casa. Quando i filtri dell’aria si intasano di sporco, il sistema deve lavorare di più per farla uscire. L’aumento del carico può causare l’usura più rapida del sistema e il guasto. Oltre a cambiare i filtri dell’aria, assicuratevi anche di pulire i condotti dell’aria dopo qualche anno. Se disponi di aria condizionata centralizzata, contribuirai a mantenere l’intero sistema funzionante in modo affidabile ed efficiente.

 

10 | Fare docce troppo lunghe

Fare docce troppo lunghe con acqua calda è un altro spreco di energia che puoi evitare con un piccolo cambio di abitudini. Risparmiate energia con docce più corte, idealmente con un soffione a flusso ridotto, per ridurre il consumo.

 

11 | Mantenere le impostazioni della caldaia al massimo.

Mantenendo non troppo alta la temperatura dell’acqua, risparmierai energia. Inoltre, la tua acqua sarà abbastanza calda per fare il bagno e lavare i piatti e i vestiti, riducendo anche il pericolo di scottature. Inoltre, la temperatura più bassa rallenta l’accumulo di minerali e riduce la corrosione.

 

12 | Lasciando passare inosservate le perdite d’aria

Identificare le fonti di correnti d’aria è una delle migliori strategie per prevenire la perdita di energia a casa. Le finestre e le porte possono far entrare molta aria fredda in inverno se non adeguatamente isolate o disperdere aria fresca durante l’estate. Controlla anche dove entrano in casa le utenze, come il cavo, l’elettricità e l’acqua. Il modo più sicuro per trovare le perdite è chiedere a un professionista di condurre un audit energetico che possa aiutarti a identificarle.

 

 

Applicando la nostra guida al risparmio energetico smetterai di sprecare elettricità a casa e le bollette saranno meno alte!

Non solo spenderai meno con la bolletta energetica, ma contribuirai a un ambiente più pulito, prolungherai la vita dei tuoi elettrodomestici e ti godrai una casa più confortevole tutto l’anno.

L’ora legale è nata per garantire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo della luce elettrica. Le giornate si allungano, il sole ci scalda e illumina, per cui la sua energia può sostituire le risorse energetiche di luce e gas in molti momenti della giornata.

È vero quindi che c’è un risparmio energetico grazie all’ora legale? Ebbene sì, ed è stato calcolato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. In uno studio dello scorso anno, ha reso noto che dal 26 marzo 2017, grazie proprio allo sfruttamento di quell’ora di luce in più al giorno, l’Italia ha risparmiato complessivamente 573 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 210 mila famiglie), un valore corrispondente a un risparmio economico pari a 104 milioni di euro e a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.

A livello nazionale, quindi, il risparmio è evidente. In particolare, però, si è evidenziato come non in tutti i paesi il risparmio sia uguale. Se ad esempio in Italia si sono risparmiati 573 milioni di kilowattora, negli Stati Uniti si è visto che le persone utilizzano più energia elettrica e passando più tempo all’aperto utilizzano spesso l’auto, aumentando il consumo di benzina.

Molti membri del Parlamento Europeo, hanno richiesto più volte l’eliminazione dell’ora legale, affermando che il cambio dell’ora causa diversi disturbi alla salute (le statistiche parlano di aumento dello stress, di infarti cardiocircolatori e di incidenti automobilistici nei giorni successivi ai cambi d’ora)

In ultima analisi, come comunicato dalla società Terna, il risparmio energetico in Italia si verifica realmente, anche se i dati di questo risparmio ultimamente sono in diminuzione a causa dell’aumento del numero di condizionatori e ventilatori che accendiamo d’estate per difenderci dal caldo rovente.

Per la fine del mercato tutelato dell’energia,  il decreto Milleproroghe sposta la data al primo gennaio 2023. Intanto i bonus sociali per le bollette delle famiglie in difficoltà economica diventano automatici.

Di recente la Camera e il Senato hanno approvato il decreto Milleproroghe, posticipando di un anno la cessazione del regime di tutela nel mercato del gas per i clienti finali di piccole dimensioni, fissandolo per il 1 gennaio 2023. Questo vale anche per il regime tutelato dell’energia elettrica per le microimprese e i clienti domestici.

Per le PMI lo scorso 1 gennaio sono già scattati i primi meccanismi di passaggio al mercato libero. Il decreto estende inoltre gli incentivi previsti dalla legge di bilancio 2019 per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza non superiore a 300 kilowatt, realizzati da imprenditori agricoli a servizio dei processi aziendali e con specifici requisiti.

Per quanto riguarda il bonus sociale, le famiglie con un Isee non superiore a 8.265 euro possono ottenere il riconoscimento automatico dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas. Il bacino d’utenza stimato da ARERA è di 2,6 milioni di nuclei aventi diritto, che potranno superare il vecchio meccanismo dei bonus su richiesta.

Per ottenerlo basterà compilare una volta all’anno la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ai fini dell’Isee, per ottenere la prevista riduzione. Sarà l’Inps a inviare automaticamente le informazioni al Sistema informativo integrato, che potrà incrociare i dati con quelli dei gestori delle forniture elettriche, gas e gestori idrici competenti per territorio. Ogni bonus avrà una durata di 12 mesi a partire dalla data di ammissione alla riduzione e ogni famiglia potrà avere uno sconto per ciascuna tipologia di servizio elettrico, gas, idrico.

Il bonus è concesso anche a  famiglie numerose con almeno quattro figli a carico e Isee non superiore ai 20mila euro, oppure titolare di reddito o pensione di cittadinanza.

 

 

FONTE: WIRED

Dal 1° marzo 2021 entra in vigore la nuova classificazione Europea, che porterà all’addio alle classi A+, A++ e A+++, per introdurre un sistema di classificazione più semplice, da A a G. La nuova classificazione Europea introduce le classi da A a G, e segna l’addio alle etichette energetiche attualmente vigenti.

La rivoluzione delle etichette energetiche degli elettrodomestici riguarda direttamente anche chi intende beneficiare del bonus mobili per il 2021, chiamato a fare i conti con la comparazione tra vecchie e nuove classi energetiche. Dall’Agenzia delle Entrate si attende un aggiornamento della guida per beneficiare della detrazione fiscale del 50%.

Come riportato sulla guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus mobili spetta anche nel 2021 per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (classe A o superiore per forni e lavasciuga). La nuova classificazione energetica degli elettrodomestici porterà, almeno in una prima fase, all’addio della classe A. Dal 1° marzo 2021 questa sarà la sigla con la quale verranno classificati gli elettrodomestici più efficienti e, almeno in un primo periodo, sarà difficile trovare in commercio elettrodomestici tanto “green”.

Bisognerà quindi fare dimestichezza con le classificazioni “inferiori”, fino alla lettera G, che indicherà i prodotti a più alto consumo energetico. Cosa cambia rispetto ad oggi? Attualmente, la maggior parte dei prodotti in commercio raggiungono la classe A, che prevede un’ulteriore suddivisione in tre classi aggiuntive, la A+, A++ e A+++. Dal 1° marzo 2021, gli elettrodomestici attualmente in classe A+++ potrebbero passare in classe C o B, quelli in classe A++ potrebbero passare alla E e via di seguito.

Una novità che la Commissione Europea presenta come via per la semplificazione, e che riguarderà in prima battuta frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e televisori, e dal mese di settembre anche le lampade. Accanto alla classe energetica, comparirà sulle etichette degli elettrodomestici anche un QR code, che consentirà di accedere alle informazioni di dettaglio relative ai consumi del prodotto acquistato, dati che verranno estratti dalla banca dati europea dei prodotti per l’etichettatura energetica (EPREL).

L’aggiornamento delle classi energetiche degli elettrodomestici comporta la necessità, per i contribuenti interessati a beneficiare del bonus mobili nel 2021, di “comparare” la vecchia e la nuova classificazione. Se attualmente sono detraibili solo gli elettrodomestici di classe A+, presto rientreranno nel novero delle spese ammesse in detrazione fiscale anche quelli di classi apparentemente inferiori, alla luce della nuova classificazione comunitaria.

Ovviamente, il passaggio di un elettrodomestico dalla classe A+++ alla classe C non impatta sul consumo energetico dello stesso. Servono però indicazioni aggiornate da parte dell’Agenzia delle Entrate, per rendere chiaro il perimetro degli acquisti ammessi al bonus mobili ed elettrodomestici per il 2021. L’innovazione fa i conti con la necessità di un processo di restyling continuo dei documenti di prassi predisposti dall’Amministrazione Finanziaria in favore dei contribuenti. Anche il Fisco amico deve fare i conti con l’evoluzione normativa.

FONTE: https://www.informazionefiscale.it/bonus-mobili-elettrodomestici-2021-nuova-classe-energetica-cosa-cambia

Il Corrispettivo Cmor è un indennizzo introdotto dall’ARERA che garantisce alle società di vendita di luce e gas il recupero dei crediti non riscossi, mediante un sistema di indennizzo con addebito in bolletta da parte del nuovo gestore. Si applica quando un cliente finale, nel mercato libero, decide di passare a un nuovo fornitore di energia ma ha una morosità pregressa verso il vecchio fornitore.

 

Il pagamento del Cmor va effettuato entro la scadenza prevista, pena la sospensione della fornitura per morosità. Il mancato pagamento del Cmor impone infatti al nuovo fornitore il distacco dalla fornitura, a prescindere dal fatto che le sue fatture risultino pagate correttamente.

 

Il Cmor è una forma di indennizzo che viene riconosciuta al gestore uscente ma che non copre l’intero contenzioso lasciato. Vengono calcolati due mesi di erogazione della fornitura più il corrispettivo Cmor (una percentuale calcolata sul totale del pregresso).

 

A volte può capitare che il corrispettivo sia erroneamente addebitato poiché già saldato dal cliente o come conseguenza di un falso contratto.

 

Se si volesse contestare il corrispettivo Cmor la procedura da seguire è di presentare al fornitore in primo luogo un reclamo scritto, con una modalità che permetta di attestare l’avvenuto ricevimento: una PEC, una raccomandata A/R, la presentazione presso lo sportello con rilascio di ricevuta, un fax con lo stampo di data e ora di invio e di avvenuta ricezione. In secondo luogo è necessario attendere la risposta del fornitore, che deve avvenire entro 40 giorni dalla data di invio del reclamo scritto.

 

Se non si dovesse ricevere una risposta da parte del fornitore entro 40 giorni, ci si deve rivolgere all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Saper leggere correttamente le bollette ci permette di capire se ci sono anomalie nell’importo da pagare. Le bollette possono anche essere rettificate secondo una procedura prevista dal codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e gas naturale. Il cliente può attuare tale procedimento quando si rende conto che l’importo dovuto potrebbe non essere esatto.

Le cause degli importi anomali in bolletta possono essere molteplici:

  • L’offerta può essere inadeguata al profilo di consumi, ad esempio quando il cliente opta per la tariffa bioraria al posto di quella monoraria e viceversa.
  • A causa della bassa efficienza energetica. Anche in questo caso si possono notare delle differenze importanti in termini di consumo. Sarebbe indicato verificare il proprio livello di efficienza energetica.
  • Anche non fornire l’autolettura può contribuire al rialzo delle bollette. L’operazione consiste nel leggere il contatore di luce o gas e comunicare i dati al fornitore nel periodo di tempo da lui indicato.

Richiedere la rettifica della bolletta è molto semplice: è possibile inviare una comunicazione scritta al venditore in cui si spiegano tutti i dettagli; questa procedura è valida sia per la rettifica della fatturazione che per la rettifica degli importi troppo alti. È preferibile allegare un’autolettura per consentire al venditore di controllare i consumi e la loro correttezza.

Quando il venditore riceve una richiesta scritta per la rettifica degli importi in bolletta ha l’obbligo di accertare i consumi e di inviare una risposta nella quale fornisce tutte le spiegazioni del caso. Nel caso in cui l’errore sia certo, allora si procede con la rettifica vera e propria e con l’accredito della somma in eccesso.

In caso di risposta, il venditore deve indicare le seguenti informazioni:

  • Il riferimento al reclamo.
  • Nominativo e riferimento del venditore incaricato di fornire altri chiarimenti.
  • Controllo degli elementi del contratto da cui dipendono le condizioni economiche della fornitura.
  • Il calcolo che è stato fatto per l’eventuale rettifica.

In caso ci dovessero essere dei ritardi nel rimborso, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico nella prima bolletta utile.

Questo importo può essere di tre tipi:

  • 20 euro: quando la risposta del venditore arriva entro e non oltre il doppio del tempo massimo previsto;
  • 40 euro: quando si va oltre il doppio del tempo massimo;
  • 60 euro: quando la risposta supera di tre volte il tempo massimo:

In ogni caso, l’indennizzo deve arrivare entro otto mesi dal momento in cui è stata ricevuta la richiesta di rettifica.

 

È ormai operativo il Centro Clinico NeMo di Napoli presso l’Ospedale Vincenzo Monaldi, progetto che Union Gas e Luce ha deciso di sostenere al fianco della Fondazione Telethon con la quale collabora ormai da tempo su progetti di carattere sociale.

Union ha “adottato” una delle 23 stanze del nuovo Centro Clinico NeMo. Un impegno importante per essere sempre più vicini alle persone e alle famiglie che vivono situazioni davvero difficili. Fino ad oggi chi era affetto da malattie neuromuscolari era costretto spesso a lunghi viaggi e continui spostamenti da un presidio ospedaliero all’altro. Tutto questo è terminato grazie al nuovo Centro NeMo di Napoli. Le attività ora vengono svolte e garantite all’interno della stessa struttura, sempre con gli stessi riferimenti. I Centri NeMo inoltre prendono in carico non più solo il paziente ma l’intera famiglia. Un fattore non da poco soprattutto quando i pazienti sono particolarmente giovani.

“Abbiamo deciso subito di prendere parte a questo bellissimo progetto con entusiasmo – ha dichiarato Carlo Volpe, Direttore Commerciale Grandi Clienti – perché la nostra azienda crede fortemente nel valore della famiglia. Anche Union Gas e Luce, realtà che nasce sul territorio campano e poi si espande in tutta Italia, è gestita come una vera famiglia. Continueremo a sostenere il Centro con altre iniziative che stiamo approntando, la solidarietà è un processo lungo e ricco di soddisfazioni.”

Union è orgogliosa di affiancare e sostenere Telethon ed in particolare il progetto NeMo, sia per la cura di gravi disabilità che per l’impatto importante sul territorio e sulle comunità. In particolare, quello di Napoli sarà il centro più grande in Italia e interesserà non solo la Campania ma anche il basso Lazio, la Puglia, la Calabria, la Basilicata e il Molise.

È una sfida importante che Union ha seguito con attenzione e partecipazione. Il progetto NeMo ha visto in campo partner importanti, impegnati in stretta collaborazione in un percorso sociale di straordinaria importanza per la Campania. Il coinvolgimento delle istituzioni locali, a partire dalla Regione Campania, è un’ulteriore conferma dell’importanza di un’iniziativa destinata a dare speranza a quanti vivono situazioni di disagio e sofferenza.