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L’ora legale è nata per garantire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo della luce elettrica. Le giornate si allungano, il sole ci scalda e illumina, per cui la sua energia può sostituire le risorse energetiche di luce e gas in molti momenti della giornata.

È vero quindi che c’è un risparmio energetico grazie all’ora legale? Ebbene sì, ed è stato calcolato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. In uno studio dello scorso anno, ha reso noto che dal 26 marzo 2017, grazie proprio allo sfruttamento di quell’ora di luce in più al giorno, l’Italia ha risparmiato complessivamente 573 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 210 mila famiglie), un valore corrispondente a un risparmio economico pari a 104 milioni di euro e a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.

A livello nazionale, quindi, il risparmio è evidente. In particolare, però, si è evidenziato come non in tutti i paesi il risparmio sia uguale. Se ad esempio in Italia si sono risparmiati 573 milioni di kilowattora, negli Stati Uniti si è visto che le persone utilizzano più energia elettrica e passando più tempo all’aperto utilizzano spesso l’auto, aumentando il consumo di benzina.

Molti membri del Parlamento Europeo, hanno richiesto più volte l’eliminazione dell’ora legale, affermando che il cambio dell’ora causa diversi disturbi alla salute (le statistiche parlano di aumento dello stress, di infarti cardiocircolatori e di incidenti automobilistici nei giorni successivi ai cambi d’ora)

In ultima analisi, come comunicato dalla società Terna, il risparmio energetico in Italia si verifica realmente, anche se i dati di questo risparmio ultimamente sono in diminuzione a causa dell’aumento del numero di condizionatori e ventilatori che accendiamo d’estate per difenderci dal caldo rovente.

Per la fine del mercato tutelato dell’energia,  il decreto Milleproroghe sposta la data al primo gennaio 2023. Intanto i bonus sociali per le bollette delle famiglie in difficoltà economica diventano automatici.

Di recente la Camera e il Senato hanno approvato il decreto Milleproroghe, posticipando di un anno la cessazione del regime di tutela nel mercato del gas per i clienti finali di piccole dimensioni, fissandolo per il 1 gennaio 2023. Questo vale anche per il regime tutelato dell’energia elettrica per le microimprese e i clienti domestici.

Per le PMI lo scorso 1 gennaio sono già scattati i primi meccanismi di passaggio al mercato libero. Il decreto estende inoltre gli incentivi previsti dalla legge di bilancio 2019 per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza non superiore a 300 kilowatt, realizzati da imprenditori agricoli a servizio dei processi aziendali e con specifici requisiti.

Per quanto riguarda il bonus sociale, le famiglie con un Isee non superiore a 8.265 euro possono ottenere il riconoscimento automatico dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas. Il bacino d’utenza stimato da ARERA è di 2,6 milioni di nuclei aventi diritto, che potranno superare il vecchio meccanismo dei bonus su richiesta.

Per ottenerlo basterà compilare una volta all’anno la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ai fini dell’Isee, per ottenere la prevista riduzione. Sarà l’Inps a inviare automaticamente le informazioni al Sistema informativo integrato, che potrà incrociare i dati con quelli dei gestori delle forniture elettriche, gas e gestori idrici competenti per territorio. Ogni bonus avrà una durata di 12 mesi a partire dalla data di ammissione alla riduzione e ogni famiglia potrà avere uno sconto per ciascuna tipologia di servizio elettrico, gas, idrico.

Il bonus è concesso anche a  famiglie numerose con almeno quattro figli a carico e Isee non superiore ai 20mila euro, oppure titolare di reddito o pensione di cittadinanza.

 

 

FONTE: WIRED

Dal 1° marzo 2021 entra in vigore la nuova classificazione Europea, che porterà all’addio alle classi A+, A++ e A+++, per introdurre un sistema di classificazione più semplice, da A a G. La nuova classificazione Europea introduce le classi da A a G, e segna l’addio alle etichette energetiche attualmente vigenti.

La rivoluzione delle etichette energetiche degli elettrodomestici riguarda direttamente anche chi intende beneficiare del bonus mobili per il 2021, chiamato a fare i conti con la comparazione tra vecchie e nuove classi energetiche. Dall’Agenzia delle Entrate si attende un aggiornamento della guida per beneficiare della detrazione fiscale del 50%.

Come riportato sulla guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus mobili spetta anche nel 2021 per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (classe A o superiore per forni e lavasciuga). La nuova classificazione energetica degli elettrodomestici porterà, almeno in una prima fase, all’addio della classe A. Dal 1° marzo 2021 questa sarà la sigla con la quale verranno classificati gli elettrodomestici più efficienti e, almeno in un primo periodo, sarà difficile trovare in commercio elettrodomestici tanto “green”.

Bisognerà quindi fare dimestichezza con le classificazioni “inferiori”, fino alla lettera G, che indicherà i prodotti a più alto consumo energetico. Cosa cambia rispetto ad oggi? Attualmente, la maggior parte dei prodotti in commercio raggiungono la classe A, che prevede un’ulteriore suddivisione in tre classi aggiuntive, la A+, A++ e A+++. Dal 1° marzo 2021, gli elettrodomestici attualmente in classe A+++ potrebbero passare in classe C o B, quelli in classe A++ potrebbero passare alla E e via di seguito.

Una novità che la Commissione Europea presenta come via per la semplificazione, e che riguarderà in prima battuta frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e televisori, e dal mese di settembre anche le lampade. Accanto alla classe energetica, comparirà sulle etichette degli elettrodomestici anche un QR code, che consentirà di accedere alle informazioni di dettaglio relative ai consumi del prodotto acquistato, dati che verranno estratti dalla banca dati europea dei prodotti per l’etichettatura energetica (EPREL).

L’aggiornamento delle classi energetiche degli elettrodomestici comporta la necessità, per i contribuenti interessati a beneficiare del bonus mobili nel 2021, di “comparare” la vecchia e la nuova classificazione. Se attualmente sono detraibili solo gli elettrodomestici di classe A+, presto rientreranno nel novero delle spese ammesse in detrazione fiscale anche quelli di classi apparentemente inferiori, alla luce della nuova classificazione comunitaria.

Ovviamente, il passaggio di un elettrodomestico dalla classe A+++ alla classe C non impatta sul consumo energetico dello stesso. Servono però indicazioni aggiornate da parte dell’Agenzia delle Entrate, per rendere chiaro il perimetro degli acquisti ammessi al bonus mobili ed elettrodomestici per il 2021. L’innovazione fa i conti con la necessità di un processo di restyling continuo dei documenti di prassi predisposti dall’Amministrazione Finanziaria in favore dei contribuenti. Anche il Fisco amico deve fare i conti con l’evoluzione normativa.

FONTE: https://www.informazionefiscale.it/bonus-mobili-elettrodomestici-2021-nuova-classe-energetica-cosa-cambia

Il Corrispettivo Cmor è un indennizzo introdotto dall’ARERA che garantisce alle società di vendita di luce e gas il recupero dei crediti non riscossi, mediante un sistema di indennizzo con addebito in bolletta da parte del nuovo gestore. Si applica quando un cliente finale, nel mercato libero, decide di passare a un nuovo fornitore di energia ma ha una morosità pregressa verso il vecchio fornitore.

 

Il pagamento del Cmor va effettuato entro la scadenza prevista, pena la sospensione della fornitura per morosità. Il mancato pagamento del Cmor impone infatti al nuovo fornitore il distacco dalla fornitura, a prescindere dal fatto che le sue fatture risultino pagate correttamente.

 

Il Cmor è una forma di indennizzo che viene riconosciuta al gestore uscente ma che non copre l’intero contenzioso lasciato. Vengono calcolati due mesi di erogazione della fornitura più il corrispettivo Cmor (una percentuale calcolata sul totale del pregresso).

 

A volte può capitare che il corrispettivo sia erroneamente addebitato poiché già saldato dal cliente o come conseguenza di un falso contratto.

 

Se si volesse contestare il corrispettivo Cmor la procedura da seguire è di presentare al fornitore in primo luogo un reclamo scritto, con una modalità che permetta di attestare l’avvenuto ricevimento: una PEC, una raccomandata A/R, la presentazione presso lo sportello con rilascio di ricevuta, un fax con lo stampo di data e ora di invio e di avvenuta ricezione. In secondo luogo è necessario attendere la risposta del fornitore, che deve avvenire entro 40 giorni dalla data di invio del reclamo scritto.

 

Se non si dovesse ricevere una risposta da parte del fornitore entro 40 giorni, ci si deve rivolgere all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Saper leggere correttamente le bollette ci permette di capire se ci sono anomalie nell’importo da pagare. Le bollette possono anche essere rettificate secondo una procedura prevista dal codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e gas naturale. Il cliente può attuare tale procedimento quando si rende conto che l’importo dovuto potrebbe non essere esatto.

Le cause degli importi anomali in bolletta possono essere molteplici:

  • L’offerta può essere inadeguata al profilo di consumi, ad esempio quando il cliente opta per la tariffa bioraria al posto di quella monoraria e viceversa.
  • A causa della bassa efficienza energetica. Anche in questo caso si possono notare delle differenze importanti in termini di consumo. Sarebbe indicato verificare il proprio livello di efficienza energetica.
  • Anche non fornire l’autolettura può contribuire al rialzo delle bollette. L’operazione consiste nel leggere il contatore di luce o gas e comunicare i dati al fornitore nel periodo di tempo da lui indicato.

Richiedere la rettifica della bolletta è molto semplice: è possibile inviare una comunicazione scritta al venditore in cui si spiegano tutti i dettagli; questa procedura è valida sia per la rettifica della fatturazione che per la rettifica degli importi troppo alti. È preferibile allegare un’autolettura per consentire al venditore di controllare i consumi e la loro correttezza.

Quando il venditore riceve una richiesta scritta per la rettifica degli importi in bolletta ha l’obbligo di accertare i consumi e di inviare una risposta nella quale fornisce tutte le spiegazioni del caso. Nel caso in cui l’errore sia certo, allora si procede con la rettifica vera e propria e con l’accredito della somma in eccesso.

In caso di risposta, il venditore deve indicare le seguenti informazioni:

  • Il riferimento al reclamo.
  • Nominativo e riferimento del venditore incaricato di fornire altri chiarimenti.
  • Controllo degli elementi del contratto da cui dipendono le condizioni economiche della fornitura.
  • Il calcolo che è stato fatto per l’eventuale rettifica.

In caso ci dovessero essere dei ritardi nel rimborso, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico nella prima bolletta utile.

Questo importo può essere di tre tipi:

  • 20 euro: quando la risposta del venditore arriva entro e non oltre il doppio del tempo massimo previsto;
  • 40 euro: quando si va oltre il doppio del tempo massimo;
  • 60 euro: quando la risposta supera di tre volte il tempo massimo:

In ogni caso, l’indennizzo deve arrivare entro otto mesi dal momento in cui è stata ricevuta la richiesta di rettifica.

 

È ormai operativo il Centro Clinico NeMo di Napoli presso l’Ospedale Vincenzo Monaldi, progetto che Union Gas e Luce ha deciso di sostenere al fianco della Fondazione Telethon con la quale collabora ormai da tempo su progetti di carattere sociale.

Union ha “adottato” una delle 23 stanze del nuovo Centro Clinico NeMo. Un impegno importante per essere sempre più vicini alle persone e alle famiglie che vivono situazioni davvero difficili. Fino ad oggi chi era affetto da malattie neuromuscolari era costretto spesso a lunghi viaggi e continui spostamenti da un presidio ospedaliero all’altro. Tutto questo è terminato grazie al nuovo Centro NeMo di Napoli. Le attività ora vengono svolte e garantite all’interno della stessa struttura, sempre con gli stessi riferimenti. I Centri NeMo inoltre prendono in carico non più solo il paziente ma l’intera famiglia. Un fattore non da poco soprattutto quando i pazienti sono particolarmente giovani.

“Abbiamo deciso subito di prendere parte a questo bellissimo progetto con entusiasmo – ha dichiarato Carlo Volpe, Direttore Commerciale Grandi Clienti – perché la nostra azienda crede fortemente nel valore della famiglia. Anche Union Gas e Luce, realtà che nasce sul territorio campano e poi si espande in tutta Italia, è gestita come una vera famiglia. Continueremo a sostenere il Centro con altre iniziative che stiamo approntando, la solidarietà è un processo lungo e ricco di soddisfazioni.”

Union è orgogliosa di affiancare e sostenere Telethon ed in particolare il progetto NeMo, sia per la cura di gravi disabilità che per l’impatto importante sul territorio e sulle comunità. In particolare, quello di Napoli sarà il centro più grande in Italia e interesserà non solo la Campania ma anche il basso Lazio, la Puglia, la Calabria, la Basilicata e il Molise.

È una sfida importante che Union ha seguito con attenzione e partecipazione. Il progetto NeMo ha visto in campo partner importanti, impegnati in stretta collaborazione in un percorso sociale di straordinaria importanza per la Campania. Il coinvolgimento delle istituzioni locali, a partire dalla Regione Campania, è un’ulteriore conferma dell’importanza di un’iniziativa destinata a dare speranza a quanti vivono situazioni di disagio e sofferenza.

 

 

Dal 1° gennaio i bonus sociali, vale a dire lo sconto in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico, saranno riconosciuti automaticamente ai cittadini e ai nuclei familiari che ne hanno diritto senza che sia necessario presentare la domanda. Le condizioni per accedere al beneficio sono rimaste immutate: nucleo familiare con indicatore Isee non superiore a 8.265 euro o con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore Isee non superiore a 20mila euro; titolare di reddito o pensione di cittadinanza. Per ottenere il beneficio, sarà sufficiente presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) al fine di ottenere l’attestazione Isee utile per le differenti prestazioni agevolate. Spetterà poi all’Inps inviare i dati del nucleo potenzialmente beneficiario al Sii (il Sistema informativo integrato gestito dall’Acquirente Unico) che incrocerà le informazioni con quelle relative alle forniture di elettricità, gas e acqua in modo da consentire l’erogazione automatica dello sconto in bolletta.

I soggetti interessati potranno ricevere in modo automatico il bonus elettrico per disagio economico, il bonus gas e quello idrico, mentre non cambiano le condizioni per l’accesso al bonus per il disagio fisico: le persone che si trovano in gravi condizioni di salute e che utilizzano apparecchiature elettromedicali per la loro sopravvivenza dovranno continuare a fare richiesta presso i Comuni o i Caf abilitati. I bonus 2020 in corso di erogazione al 31 dicembre dell’anno appena concluso continueranno invece a essere erogati con le modalità oggi in vigore.

Dal 1° gennaio, è scattato l’addio al regime di maggior tutela per le piccole imprese e alcune microimprese, mentre per le famiglie il passaggio avverrà dal 1° gennaio 2022. Per le piccole imprese e le microimprese obbligate che non hanno individuato un fornitore nel mercato libero, dal 1° gennaio parte il servizio a tutele graduali previsto e regolato dall’Autorità. In sostanza, sarà l’Arera a individuare il fornitore e fissare le condizioni del passaggio. Nella prima fase, dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, il cliente resterà assegnato al medesimo fornitore del servizio di maggior tutela con il quale ha l’utenza attiva, ma a condizioni contrattuali della cosiddetta offerta Placet (a prezzo libero a condizioni equiparate di tutela, in pratica prezzo fissato dal venditore ma struttura dello stesso e condizioni contrattuali disciplinate dall’Authority) e un prezzo sostanzialmente invariato se non per la parte di “spesa energia”.

Dal 1° luglio in poi, invece, il cliente che non avrà ancora scelto sarà assegnato a un esercente selezionato attraverso aste territoriali. Le condizioni contrattuali saranno sempre quelle dell’offerta Placet, ma con costi diversi di commercializzazione e di sbilanciamento (definiti dall’Autorità prima delle aste) e un prezzo unico nazionale determinato sulla base dei prezzi di aggiudicazione delle aste. Le bollette di tutti i clienti riporteranno comunque un avviso del proprio fornitore con le informazioni sul servizio a tutele graduali, le scadenze e i canali per informarsi. E, nel mese di giugno, il cliente che non avrà ancora individuato un fornitore nel mercato libero riceverà una comunicazione dall’operatore entrante (definito sulla base dell’asta del territorio al quale il cliente appartiene). Nella comunicazione saranno riportati i contatti del nuovo fornitore, le condizioni per recedere dal contratto e i riferimenti e strumenti informativi dell’Autorità.

 

 

FONTE: SOLE 24 ORE

Il freddo è arrivato, e come ogni inverno i consumi in bolletta aumentano!

Qui di seguito abbiamo degli utili consigli per risparmiare:

Non scaldare troppo gli ambienti. Mantenere una temperatura troppo alta in casa oltre ad aumentare i consumi può anche avere ripercussioni sulla salute. La normativa prevede un massimo di 20 gradi con più 2 di tolleranza. Ricordatevi che per ogni grado in meno di riscaldamento potrete risparmiare dal 5 al 10% di consumi.

Inutile lasciare acceso l’impianto tutto il giorno. Il calore che le strutture riescono ad accumulare durante l’accensione del riscaldamento, è più che sufficiente a mantenere una temperatura mite anche durante lo spegnimento. Il tempo massimo di accensione è regolato dalla legge e varia in base alle zone climatiche: si va dalle 14 ore al giorno per la zona E (nord e zone montane), fino alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia)

Per ridurre la dispersione di calore, potreste applicare dei pannelli riflettenti fra il muro e il termosifone. Ricordate anche di tenere chiuse durante la notte finestre e tapparelle, magari collocando anche tende pesanti così da ridurre ulteriormente la dispersione di calore.

Cercate di evitare di usare i radiatori come asciuga biancheria, eviterete così sprechi di energia e dispersione di calore.

Dal 2015, è possibile istallare altre tipologie di caldaie, che risultano più efficienti. Potrete anche usufruire degli sgravi fiscali. Verificate inoltre se il vostro impianto ha in dotazione una centralina di regolazione automatica della temperatura, che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. Se potete, la programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite telefono cellulare, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento.

Se potete, installate le valvole termostatiche. Queste servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%.

Presso i Center convenzionati di Union Gas e Luce è possibile fruire del bonus cashback anche per il pagamento dei bollettini, MAV, RAV e bollo auto.

Ha preso il via a dicembre il Piano Italia Cashless con il quale il Governo intende dare una spinta decisiva alla digitalizzazione del Paese e ai consumi, puntando sui pagamenti elettronici e tracciabili, nonché per eliminare il fenomeno dell’evasione fiscale. Tra le iniziative chiave del Piano Cashless ci sono la lotteria degli scontrini e il cashback. Quest’ultimo consiste nel rimborso del 10% che il Governo prevede per i pagamenti e gli acquisti effettuati presso esercenti fisici con strumenti di pagamento elettronici (carte di pagamento o App).

Per fruirne è necessario scaricare l’apposita App IO e registrare gli strumenti di pagamento predisposti al piano cashback.
Dopo aver effettuato la registrazione della propria carta di debito o di credito tramite l’App IO o aver attivato l’opzione cashback, sarà possibile recarsi presso un Center Union convenzionato ed effettuare il pagamento di bollettini postali, MAV, RAV, avvisi PagoPA o bollo auto e fruire così del rimborso.

Più in particolare, effettuando pagamenti elettronici in un Center Union, è possibile fruire dei seguenti bonus:

  • cashback che dal 1° gennaio 2021 per 12 mesi restituirà il 10% sull’importo degli acquisti che il cittadino effettuerà con carte o app di pagamento (fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti elettronici effettuati in presenza);
  • super cashback che assegna 1.500 euro a forfait, ogni 6 mesi, ai primi 100.000 cittadini che effettueranno il maggior numero di transazioni.

 

Cerca il Center convenzionato più vicino a te per approfittare del bonus: Union Store Center