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Union Gas e Luce guarda sempre più al sociale. La società di Aversa è al fianco di “Milleculure”, società sportiva che, prima ancora dei risultati, insegue e realizza il valore sociale dello sport.

L’associazione, guidata dal campione di sciabola Diego Occhiuzzi, si propone di dare vita ad un nuovo patto con gli enti locali per la gestione, e dunque la manutenzione, degli impianti sportivi. Lo sport sarà alla portata di tutti, anche e soprattutto di quanti vivono in quartieri a bassa offerta sportiva. Nuove opportunità per i disabili, ma anche una vetrina per le eccellenze imprenditoriali chiamate a un nuovo gioco di squadra per affrontare i nuovi mercati aiutate dai grandi eventi sportivi e dagli ambasciatori sportivi napoletani. Una sfida che Union ha colto a volo, confermando il suo impegno attivo sul territorio campano, al fianco dei più deboli. Il sostegno a “Milleculure” è solo l’ultimo impegno in ordine temporale di Union, da tempo partner di Telethon, la fondazione che finanzia la ricerca per la lotta delle malattie rare. Di recente il presidente di Union, Giuseppe Esposito, è stato insignito del premio “Napoli per Telethon 2018” per le numerose iniziative organizzate in favore della raccolta fondi. La società casertana di energia sostiene inoltre La fionda di Davide, associazione che da oltre 20 anni realizza progetti di aiuto e sostegno ai bambini e adolescenti per il loro benessere fisico e psichico, Compassion Onlus, che si occupa di adozioni a distanza, la Fondazione per la ricerca sul cancro Airc, Amen Ong, l’associazione di Aversa che realizza progetti missionari comuni per elaborare e realizzare programmi di sviluppo e solidarietà nei paesi poveri e La Casa della Vita di Succivo che si occupa di sviluppo e aggregazione per persone disabili.

“Siamo più che soddisfatti della collaborazione nata con l’azienda Union Gas Metano che si è dimostrata molto sensibile e attenta alle nostre esigenze e, più in particolare, alle aspettative dei nostri ragazzi”.

Vincenza Di Ronza, Dirigente dell’Istituto Tecnico Economico “Alfonso Gallo” di Aversa, traccia un bilancio più che positivo del progetto relativo ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro) in vista della conclusione prevista per il prossimo 22 maggio. In stretta collaborazione con la società campana di vendita di gas metano ed energia elettrica, la scuola casertana ha infatti definito un piano di formazione e orientamento che ha alternato momenti teorici e di confronto in aula a stage ad esperienze calate nella realtà aziendale Union. Il progetto ha coinvolto nove classi del triennio, abbracciando tutti gli indirizzi di studio dell’istituto aversano e, quindi, turistico, amministrazione, finanza e marketing e relazioni internazionali per il marketing. Quasi 180 i ragazzi coinvolti in un percorso di formazione organizzato in 80 ore. “Amministrazione, finanza e marketing rappresentano il fulcro della nostra offerta formativa, per cui è stato naturale trovare un punto di convergenza con un’azienda aperta e in continua crescita non solo in Campania”, precisa la dirigente scolastica. “I ragazzi hanno seguito con grande interesse il percorso di formazione, confrontandosi in modo proficuo con i tutor del corso, sempre molto disponibili e professionali. Per i nostri studenti è stato importante prendere contatto con una realtà imprenditoriale di successo. Approcciarsi al mondo del lavoro è fondamentale, soprattutto per gli allievi delle ultime classi. La nostra scuola è infatti sempre pronta a mettere in campo iniziative che possono avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro. Non posso che ringraziare Union – conclude la dirigente Di Ronza – per la collaborazione che sicuramente avrà un seguito. Il mondo della scuola e quello imprenditoriale devono collaborare sempre di più per il bene dei nostri giovani”. Parla di partnership proficua anche il professore Angelo Del Prete, tutor e riferimento del progetto “nato con l’obiettivo – precisa – di allargare le conoscenze e le competenze degli studenti, da utilizzare poi per approcciarsi in maniera corretta al mondo del lavoro”. Massima la sintonia raggiunta dai due partners. “Per l’azienda è stata naturalmente l’opportunità per allargare il proprio raggio d’azione sul territorio, mentre per il mondo della scuola è stata l’occasione per definire un percorso di crescita fondamentale per gli studenti che hanno avuto la possibilità di testare sul campo le conoscenze acquisite durante gli studi”. Tra le tematiche affrontate nel corso del progetto anche quelle relative al settore del marketing emozionale, “una leva sulla quale si agisce sempre più di frequente per conquistare e fidelizzare nuova clientela. Oggi – precisa il professore – il mercato è molto condizionato dal fattore emotivo ed emozionale. Riuscire a stabilire un’empatia con il proprio mercato e la propria clientela è sicuramente un elemento di successo, non solo in ambito strettamente imprenditoriale”. Il progetto ha coinvolto i ragazzi delle ultime classi con un percorso di 60 ore, che rappresenta un terzo del complessivo percorso triennale. “E’ chiaro che gli allievi delle ultime classi sono quelli più vicini al mondo del lavoro, ma la nostra attenzione è stata rivolta anche agli studenti più piccoli”. Il professore Del Prete non esclude che il progetto possa avere anche delle ricadute concrete per i ragazzi coinvolti. “Gli studenti hanno avuto la possibilità di presentare il curriculum e, come sottolineato anche dai rappresentanti di Union, c’è comunque la possibilità di organizzare stage e momenti di inserimento in azienda. E’ chiaro che si tratta solo di un’ipotesi sulla quale lavorare, ma è un’opportunità che può effettivamente concretizzarsi visto che parliamo di un’azienda in continua crescita. E’ una prospettiva alla quale, come scuola, guardiamo sempre con grande attenzione. Il nostro istituto – conclude il professore – forma ragazzi pronti ad entrare nel mercato del lavoro e la collaborazione stretta con Union conferma quest’attitudine, destinata ad aprire nuove opportunità per gli studenti che scelgono la nostra scuola”.

Il 12 e il 13 maggio in piazza del Plebiscito non solo la gara benefica ma anche visite gratuite e divertimento per i più piccoli

L’impegno di Telethon non si esaurisce nella nota maratona televisiva che si ripete ogni anno a dicembre: quello di combattere contro le malattie genetiche rare è un impegno costante e continuo nel tempo. É la sfida quotidiana della Fondazione, che da ormai 28 anni si occupa di trovare una cura a malattie di cui si sa poco mettendo in campo la migliore ricerca scientifica a livello nazionale e internazionale, e di essere accanto alle famiglie delle persone che ne sono affette. Con questo spirito, la Fondazione Telethon, attraverso la sua diramazione più diretta a Napoli, l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli, ripropone in città per il settimo anno la Corsa della Vita, Walk of life 2018, in programma sabato 12 e domenica 13 maggio.

Walk of life Napoli 2018: la presentazione

“L’anno scorso abbiamo raggiunto circa 6mila partecipanti, per un totale raccolto di circa 60mila euro. Quest’anno ci aspettiamo e auguriamo di superare questa cifra”, ha spiegato oggi Francesco Lettieri, responsabile della Fondazione Telethon in Campania, alla presentazione della settima edizione di Walk of life, moderata dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d’Errico. Doveroso il ringraziamento alle varie realtà imprenditoriali coinvolte, tra cui Gruppo Ferrarelle BNL e centro commerciale Jambo 1, che hanno sostenuto come sponsor l’iniziativa. “Senza di loro e senza i volontari – ha aggiunto Lettieri – tutto questo non sarebbe possibile”.

La manifestazione è anche sostenuta da Auexde, Fitel Campania, Piazza e Fritti – Donzetti, Givova, La Torrente, Matese, Union Gas, VDN, Stella Film, Poliass, Expert. Si svolge con la collaborazione di Gesco che fornisce il servizio Amicar.

Intervista a Francesco Lettieri

Sul ruolo della famiglie di chi ha una malattia rara, a partire dai più piccoli, si è anche soffermato il direttore del Corriere del Mezzogiorno, lui stesso padre di una ragazzina che ha una malattia genetica: “Le famiglie corrono ogni giorno la loro personale corsa della vita, e non dovrebbero essere lasciate sole, dovrebbero essere loro garantiti dei diritti, cosa che non accade”. Sul finale della conferenza stampa, dopo gli interventi di Michele Pontecorvo, responsabile Comunicazione e CSR Ferrarelle SpA, Gabriella Cascetta e Luigi Amato di BNL Napoli, Salvatore Scarpa del Centro Commerciale Jambo 1, e Domenico Scognamiglio, organizzatore della Caracciolo Gold Run, ha portato i suoi saluti anche Ciro Borriello, assessore allo Sport del Comune di Napoli.

La gara e il villaggio: il 12 e il 13 maggio a piazza del Plebiscito

La manifestazione sportiva a scopo benefico si terrà a Napoli i prossimi 12 e 13 maggio. Si tratta della settima edizione della maratona che dal 2012 vede ogni anno famiglie, adulti, bambini, podisti professionisti e amatori in piazza per lanciare un forte messaggio di speranza e raccogliere fondi per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. L’evento comprenderà una gara non competitiva di 10 km e passeggiata di 3 km, ma anche una gara podistica competitiva di 15 km (Caracciolo Gold Run).

A partire dalle 10.30 di sabato 12 maggio sarà aperto con ingresso gratuito il Villaggio della Walk of Life, che fino alle 21 sarà animato da musica, sport e attività ludiche e dove sarà possibile iscriversi, ritirare il pacco gara e informarsi sul percorso di Fondazione Telethon verso la scoperta di cure e terapie per le malattie genetiche rare. È previsto per domenica 13 maggio invece in piazza del Plebiscito alle 8 il raduno di tutti i partecipanti che partiranno, sia per la gara podistica competitiva sia per la passeggiata non competitiva, alle 9:00.

Le quote di partecipazione sono 10 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi fino a 18 anni. I fondi raccolti andranno a sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare di Fondazione Telethon che dal 1991 a oggi ha investito nella ricerca scientifica quasi 500 milioni di euro, ha finanziato oltre 2.620 progetti con quasi 1.600 ricercatori impegnati e più di 570 malattie studiate.

La Fondazione Telethon

Fondazione Telethon è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare.

La sua missione è di arrivare alla cura delle malattie genetiche rare grazie a una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo le migliori prassi condivise a livello internazionale.

Attraverso un metodo unico nel panorama italiano, segue l’intera “filiera della ricerca” occupandosi della raccolta fondi, della selezione e del finanziamento dei progetti e dell’attività stessa di ricerca portata avanti nei centri e nei laboratori della Fondazione. Telethon inoltre sviluppa collaborazioni con istituzioni sanitarie pubbliche e industrie farmaceutiche per tradurre i risultati della ricerca in terapie accessibili ai pazienti.

Dalla sua fondazione ha investito in ricerca quasi 500 milioni di euro, ha finanziato oltre 2620 progetti con oltre 1600 ricercatori coinvolti e più di 570 malattie studiate.

Ad oggi grazie alla Fondazione Telethon è stata resa disponibile la prima terapia genica con cellule staminali al mondo, nata grazie alla collaborazione con GlaxoSmithKline e Ospedale San Raffaele. Strimvelis, questo il nome commerciale della terapia, è destinata al trattamento dell’ADA-SCID, una grave immunodeficienza che compromette le difese dell’organismo fin dalla nascita. La terapia genica è in fase avanzata di sperimentazione anche per la leucodistrofia metacromatica (una grave malattia neurodegenerativa), la sindrome di Wiskott-Aldrich (un’immunodeficienza) e per la beta talassemia, mentre è appena stata avviata o è prossima all’avvio per due malattie metaboliche dell’infanzia (rispettivamente, la mucopolisaccaridosi di tipo 6 e di tipo 1). Inoltre, all’interno degli istituti Telethon è in fase avanzata di studio o di sviluppo una strategia terapeutica mirata anche per altre malattie genetiche, come per esempio l’emofilia o diversi difetti ereditari della vista. Parallelamente, continua in tutti i laboratori finanziati da Telethon lo studio dei meccanismi di base e di potenziali approcci terapeutici per patologie ancora senza risposta.