L’ora legale è nata per garantire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo della luce elettrica. Le giornate si allungano, il sole ci scalda e illumina, per cui la sua energia può sostituire le risorse energetiche di luce e gas in molti momenti della giornata.

È vero quindi che c’è un risparmio energetico grazie all’ora legale? Ebbene sì, ed è stato calcolato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. In uno studio dello scorso anno, ha reso noto che dal 26 marzo 2017, grazie proprio allo sfruttamento di quell’ora di luce in più al giorno, l’Italia ha risparmiato complessivamente 573 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 210 mila famiglie), un valore corrispondente a un risparmio economico pari a 104 milioni di euro e a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.

A livello nazionale, quindi, il risparmio è evidente. In particolare, però, si è evidenziato come non in tutti i paesi il risparmio sia uguale. Se ad esempio in Italia si sono risparmiati 573 milioni di kilowattora, negli Stati Uniti si è visto che le persone utilizzano più energia elettrica e passando più tempo all’aperto utilizzano spesso l’auto, aumentando il consumo di benzina.

Molti membri del Parlamento Europeo, hanno richiesto più volte l’eliminazione dell’ora legale, affermando che il cambio dell’ora causa diversi disturbi alla salute (le statistiche parlano di aumento dello stress, di infarti cardiocircolatori e di incidenti automobilistici nei giorni successivi ai cambi d’ora)

In ultima analisi, come comunicato dalla società Terna, il risparmio energetico in Italia si verifica realmente, anche se i dati di questo risparmio ultimamente sono in diminuzione a causa dell’aumento del numero di condizionatori e ventilatori che accendiamo d’estate per difenderci dal caldo rovente.