“A Napoli abbiamo registrato una partecipazione e un interesse davvero unici intorno al progetto Nemo. Un calore che fa bene a chi è impegnato ogni giorno per un obiettivo sociale importante, destinato a migliorare la vita di migliaia di famiglie”.

Paola Tomasi, responsabile dei progetti di raccolta fondi per il centro Nemo di Milano e le nuove sedi di Napoli, Brescia, Trento e Ancona, non nasconde la sua emozione per l’attenzione e l’attesa che c’è intorno all’Ospedale “Monaldi” dove aprirà i battenti il centro di eccellenza ad alta specializzazione per le malattie neuromuscolari, ed in particolare per patologie fortemente invalidanti come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA).

Il Centro Clinico NeMO Napoli nasce da un accordo di partenariato pubblico-privato, in base al quale l’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli-Ospedale “Monaldi” ha affidato alla Fondazione Serena Onlus, ente non profit nata da Fondazione Telethon e dalle più importanti associazioni nazionali di pazienti con malattie neuromuscolari, la realizzazione e la gestione del centro, che ripropone, come per gli altri già attivi e in itinere in tutto il Paese, il modello clinico-assistenziale per la presa in carico delle persone con malattia neuromuscolare.

“I nostri centri – precisa Paola Tomasi – sono organizzati su un modello di presa in carico multidisciplinare, perché ogni patologia richiede trasversalità e collaborazione tra le varie specializzazioni mediche. Tutte le attività mediche e assistenziali necessarie vengono svolte e garantite all’interno di un’unica struttura”.

I Centri NeMO prendono in carico non solo il paziente, ma l’intera famiglia. L’approccio di cura vede infatti il paziente e la sua famiglia al centro di un percorso di presa in carico, dal momento del ricovero, fino al suo rientro a casa.

La struttura di Napoli sarà dotata di 23 posti letto di degenza ordinaria e 3 posti per Day Hospital su una superficie di quasi 1.500 metri quadri. Si effettueranno diversi regimi di intervento: ricoveri, servizi ambulatoriali ad alta specializzazione e Day Hospital. Sono previsti anche una palestra dedicata all’attività riabilitativa, aree di socializzazione per ospiti e familiari, un poliambulatorio e area DH.

“La struttura del futuro Nemo Napoli sarà bella e accogliente – aggiunge Paola – con spazi esterni per i degenti, importanti soprattutto quando le degenze sono particolarmente lunghe”. Con una capacità ricettiva di oltre 2mila pazienti, sarà il centro più grande dei primi otto (di cui quattro sono già attivi e altrettanti sono in via di ultimazione) e guarderà anche al basso Lazio, alla Puglia, alla Calabria, alla Basilicata e al Molise.

“È una sfida ambiziosa ed entusiasmante che – continua Tomasi – abbiamo avuto la fortuna di condividere con Telethon, con l’Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare (UILDM), AISLA, Ass. Famiglie SMA e diverse aziende sul territorio che, come UNION GAS e LUCE, hanno dimostrato grande attenzione e disponibilità a collaborare, unendosi all’entusiasmo e all’impegno della comunità dei pazienti con malattia neuromuscolare”.

Uno dei 23 posti letto previsti porterà il nome dell’azienda Union Gas e Luce di Aversa che ha deciso di sostenere l’iniziativa destinata alle persone affette da malattie neuromuscolari. “Non possiamo che ringraziare chi è al nostro fianco in un progetto destinato ad avere un impatto importante sul territorio e sulle comunità, e a diventare un modello di inclusione sociale, oltre che, naturalmente di gestione e cura della grave disabilità”.

A distanza di undici anni dalla prima sfida vinta a Milano, il progetto Nemo è parte dei network nazionali e internazionali legati alla ricerca scientifica su queste patologie.