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Fra le misure del Governo contenute nel Decreto Rilancio, sono previste riduzioni di 600 milioni di euro per le bollette dell’energia elettrica delle utenze non domestiche, connesse in bassa tensione.
Arera ha reso operativa questa misura annunciando che il risparmio sarà particolarmente incisivo sulla spesa totale della bolletta per gli esercizi commerciali ancora costretti alla chiusura, riducendola fino al 70%.
Per gli esercizi che hanno riaperto, invece, si stima che il risparmio si attesterà comunque tra il 20% e il 30% della spesa totale della bolletta.

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La riduzione delle tariffe luce e gas nel mercato tutelato annunciata dall’Arera ha avuto ripercussioni anche sul mercato libero. È proprio quest’ultimo ad aver registrato le riduzioni maggiori, soprattutto per il gas (-19,9%) e le tariffe dual fuel (-19,6%).

La convenienza del mercato libero, quindi, è stabile o maggiore soprattutto per le bollette gas. A gennaio 2020, infatti, i clienti passati al mercato libero del gas spendevano in media ogni anno €1028 mentre ora ne spendono solo €823, con un risparmio significativo del 19,9% per il secondo trimestre del 2020. Per le tariffe energia elettrica si registra un calo da €518 a €419, segnando una diminuzione pari al 19,1%.”

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Sul tema delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti, si sono rincorse in questi ultimi giorni, nel pieno dell’emergenza, una serie di indiscrezioni su possibili stop al pagamento delle fatture per tutto il territorio nazionale. Da stampa e forze politiche sono giunte dichiarazioni che hanno inevitabilmente creato confusione e alimentato le aspettative dei consumatori finali (famiglie e imprese).

La sperata sospensione delle bollette per tutto il territorio nazionale purtroppo non è compresa nel decreto legge “Cura Italia”, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Al momento, dunque, non c’è alcuno stop generalizzato per tutto il territorio nazionale, come annunciato da più parti nei giorni scorsi.

Al riguardo, l’unico provvedimento attualmente in vigore è il decreto legge n.9, approvato lo scorso 28 febbraio dal Consiglio dei ministri, che stabilisce la sospensione delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti fino al 30 aprile per i soli Comuni che per primi sono stati colpiti dal contagio, l’originaria “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’).

Ci auguriamo vivamente che le prossime disposizioni di legge possano diventare più elastiche e volte a tutelare maggiormente i cittadini, già colpiti duramente dalle conseguenze di questa terribile situazione.

Ti terremo costantemente aggiornato per informarti su eventuali prossimi provvedimenti e restiamo a tua completa disposizione attraverso i soliti canali di comunicazione sempre attivi (Servizio Clienti al numero verde gratuito 800210760 e la nostra App)

Aumenta la bolletta dell’energia elettrica per gli italiani anche se, con una crescita dell’8.8% negli ultimi otto anni, il nostro Paese è quello che ha registrato l’incremento più basso in Europa.

Dalla fotografia scattata dal Centro Studi Impresa Lavoro, che ha analizzato l’andamento nel Vecchio Continente dal 2010 al 2018 dei prezzi medi dell’energia energia elettrica per uso domestico, emerge che le famiglie italiane spendono annualmente in media 634 euro.

Il costo per kWh, si legge nel report, è passato da 0,1943 del 2010 a 0,2114 euro per kWh del 2018 per un consumo medio per famiglia, nell’anno scorso, di 3.000 kWh.

Dalla rielaborazione dei dati Eurostat emerge che l’aumento del costo della bolletta dell’energia elettrica è abbastanza generalizzato all’interno dell’UE. E, come detto, tra le Nazioni che hanno fatto registrare in otto anni un aumento, l’Italia è quella con la percentuale minore.

Gli aumenti più rilevanti si registrano in Lettonia (+45,1%), Belgio (+44,2%), Estonia (+40,1%) e Portogallo (+39,7%). Nel Regno Unito il costo della bolletta dell’energia elettrica è cresciuto del 38%, in Spagna del 35,8%, in Francia del 34,7%, e in Germania del 24,4%.

Sei Paesi in cui il costo dell’energia elettrica domestica è diminuito. Si tratta del Lussemburgo dove si è registrato un decremento del 3,2%, nei Paesi Bassi del 4%, in Slovacchia del 4,1%, in Lituania del 7,5%, a Malta del 21,5% e in Ungheria addirittura del 31,6%.

L’Italia, però, si conferma tra i Paesi europei dove l’energia costa di più. Solo in Danimarca, Germania, Belgio, Irlanda, Spagna e Portogallo è più cara di noi. Sul prezzo finale pesano non poco tasse e accise nel nostro Paese incidono per il 36,1. L’incidenza delle imposte è più elevata solo in Danimarca (66%), Portogallo (55,2%), Germania (54%), Slovacchia (40,9%) e Austria (37,2%).

In questo scenario, tra meno di un anno, calerà il sipario sul mercato tutelato e si aprirà la stagione della piena liberalizzazione. Dal primo luglio 2020 cesserà infatti la fornitura di energia con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità per l’energia e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.

I consumatori, con l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, dovranno dunque effettuare il passaggio scegliendo tra le offerte disponibili quella più adatta alle loro esigenze.