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E’ conto alla rovescia in Campania per adeguarsi alle nuove disposizioni previste dalla Legge regionale 8 luglio 2019 n.13, “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”.

Pubblicata sul Bollettino Regionale della Campania n. 40 dello scorso 16 luglio, la legge assicura il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di matrice ambientale, configurate da concentrazioni di gas radon negli edifici residenziali e non residenziali.

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore; tutte caratteristiche che non lo rendono percepibile dai nostri sensi e perciò difficile da individuare e da quantificarne la presenza.

Il radon si trova principalmente nei locali, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come cantine, scantinati, taverne, garage, perché il terreno è la fonte principale in cui questo gas abita, con possibilità tuttavia di arrivare ad irradiarsi anche negli ambienti dei piani più alti. Inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può provocare seri danni alla salute.

Chi esercita attività aperte al pubblico dovrà provvedere, entro il prossimo 16 ottobre, ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale mediante due integrazioni semestrali.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.

“Siamo ancora in una fase di orientamento – precisa Toma Ciccarelli della Toda Ambiente, società di gestione, consulenza e trasporto di rifiuti presente su tutto il territorio regionale e nazionale – ed è molto probabile che, a causa anche della mancanza di un’adeguata informazione, ci sia una proroga per l’effettiva entrata a regime di queste disposizioni”.

“Il nostro auspicio –continua Ciccarelli – è che la gente sia informata e sensibilizzata adeguatamente su una legge che riguarda direttamente la nostra salute. Sui pericoli legati al radon c’è una conoscenza ancora molto approssimativa. E’ chiaro che come società impegnata ad anni sul fronte dell’ambiente saremo impegnati in prima linea per garantire la necessaria informazione in materia e per affiancare operativamente chi è chiamato ad adeguarsi alle nuove disposizioni”.

La Legge prescrive la misurazione di radon su tutto il territorio regionale non solo per tutti i luoghi accessibili al pubblico, ma anche per gli edifici strategici, tra cui quelli destinati all’istruzione.

Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva.

Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva.

Nel caso in cui il livello di concentrazione dovesse risultare superiore al limite fissato, il proprietario dell’immobile dovrà presentare al Comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento al quale siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno.

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L’autolettura dei contatori di gas e luce è fondamentale per mantenere un profilo di consumo rispondente alle reali abitudini domestiche.

I fornitori di gas come di energia elettrica non sono infatti spesso in grado di ottenere informazioni aggiornate sui consumi effettivi, emettendo così le loro bollette in base a quelli stimati.

Una prassi che spesso penalizza gli utenti, costretti a versare importi decisamente esorbitanti rispetto ai consumi reali. Se il calcolo della bolletta sulla base di consumi stimati si protrae infatti per un lungo periodo di tempo, la differenza con i consumi effettivamente realizzati può diventare molto consistente.

La stangata può così arrivare nel momento in cui la procedura viene interrotta dalla verifica del contatore da parte del fornitore e dal conseguente raffronto tra importi addebitati e importi realmente dovuti. Se risulta che al cliente siano stati addebitati importo maggiori del dovuto, egli riceverà un rimborso.

Ma se gli importi già pagati, invece, erano inferiori a quelli realmente dovuti, al cliente verrà recapitata la famigerata bolletta di conguaglio, con cui il fornitore richiederà la somma corrispondente alla differenza tra gli importi pagati in base ai consumi stimati, e quelli ancora dovuti, per i consumi realmente effettuati. E si parla di una bolletta decisamente salata, spesso di diverse centinaia di euro.

In verità le nuove tecnologie e i moderni contatori elettronici dovrebbero agevolare non poco la lettura dei contatori che oggi, per quanto riguarda l’energia elettrica, è possibile effettuare anche a distanza, via internet, secondo una modalità chiamata telelettura.

Questo solo in teoria, perché poi nella pratica sono ancora poche le aziende in grado di leggere i contatori a distanza. E allora per autotutelarsi meglio procedere con l’autolettura. In caso di vecchi contatori tradizionali, è sufficiente appuntarsi il numero mostrato nell’apposita finestra, limitandosi solo alle cifre che precedono la virgola.

Sui contatori elettronici di ultima generazione, invece, occorrerà premere più volte il tasto accanto al display, sino a visualizzare la dicitura lettura periodo corrente.

Per quanto riguarda il gas, in caso di contatore di vecchia generazione bisognerà dare un’occhiata ai numeri indicati in una stringa simile ad un contachilometri: le cifre da comunicare al fornitore sono quelle indicate sul display a fondo nero, prima della virgola.

In caso di contatore elettronico è necessario accendere il display premendo il pulsante di attivazione. Con lo stesso pulsante bisognerà poi scorrere il menu fino a visualizzare i consumi del gas: anche in questo caso le cifre da comunicare sono quelle che compaiono prima della virgola.

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Elettricità e gas, si cambia: mercato tutelato addio, si va verso la totale liberalizzazione. E’ stata fissata al primo luglio 2020 la fine dei servizi di tutela per l’elettricità e il gas.

Da quella data, quindi, cesserà la fornitura di energia con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità per l’energia e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.

I consumatori, con l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, dovranno dunque effettuare il passaggio scegliendo tra le offerte disponibili quella più adatta alle loro esigenze.

In pole position c’è Union Gas e Luce, azienda campana, con sede ad Aversa, diventata in pochi anni riferimento di settore per la qualità e l’affidabilità dei servizi.

La prossima tappa del 2020 completa di fatto un processo avviato dal decreto Bersani del 1999 che ha dato il là alla liberalizzazione del mercato. Il decreto, che recepiva le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell’energia in Europa, ha portato ad una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica.

Dal luglio 2007 il mercato dell’energia in Italia è di fatto liberalizzato: ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi.

Dal 2020, con la chiusura del mercato tutelato, sarà completato definitivamente il passaggio al libero mercato, dove il prezzo si forma liberamente dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica e gas e si può così scegliere tra diverse alternative.

Un’opportunità già capitalizzata da Union che, grazie ad un’articolata e capillare rete di punti ascolto, riesce a garantire un servizio di consulenza sempre più personalizzato.

Spetta ora al ministero dello Sviluppo Economico chiarire come avverrà nel dettaglio la transizione verso il mercato libero e rafforzare gli strumenti di tutela. Sono circa 19 milioni i clienti ancora sotto tutela solo nell’elettrico a fronte dei quasi 37 milioni complessivi (di cui 29,4 milioni domestici).

Il Mise dovrà anche adottare il decreto che istituisce l’albo dei venditori di energia elettrica, in modo analogo a quanto già avviene per il gas, per disciplinare il mercato libero e fissare dei requisiti minimi per gli operatori.