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“Milleculure nasce come impegno per Napoli, una città dalla quale io, come tanti altri campioni dello sport, abbiamo ricevuto tantissimo. Qualche anno fa ho sentito forte il bisogno di fare qualcosa per Napoli e i napoletani, e così mi sono messo in gioco, coinvolgendo altri amici animati dallo stesso desiderio”.

Tutto inizia nel 2012. Di ritorno dalle Olimpiadi di Londra, dove aveva appena conquistato due medaglie, Diego Occhiuzzi inizia a pensare alla sua Napoli e al suo popolo. “Avevo ancora negli occhi la passione e il calore di quella gente e ho capito che, stavolta, toccava a me. Ho contattato un po’ di amici e siamo partiti”. Milleculure è il primo esempio in Italia di società sportiva che, prima ancora dei risultati, insegue e realizza il valore sociale dello sport.

Se la sente di fare un primo bilancio delle attività di “Milleculure”?

E’ un bilancio sicuramente esaltante. Lavoriamo da anni nel segno dello sport, cercando di diffondere valori e principi importanti che rappresentano una guida sicura per i nostri giovani. Per quattro anni, ad esempio, abbiamo organizzato il villaggio dello sport, un’esperienza straordinaria, molto coinvolgente. Con Milleculure lo sport è alla portata di tutti, è questo il nostro primo obiettivo.
Poi è nata la palestra di Soccavo.
Sì, una sfida straordinaria. Abbiamo puntato su un quartiere a rischio con l’obiettivo di garantire un riferimento sano soprattutto ai ragazzi più ai margini. Ma, sia chiaro, ci siamo anche per chi non ha nessun problema, che poi rappresenta la stragrande maggioranza di queste realtà. In quattro anni siamo diventati riferimento di tanti ragazzi. Chiediamo il pagamento di una retta minima mensile di 25-30 euro, ma solo per chi può permetterselo. Quest’anno il Comune ci ha indicato circa 200 persone con problemi di varia natura che, naturalmente, non pagano nulla.

Riuscite ad autofinanziarvi, a mantenervi da soli?

Sì, ora sì. All’inizio io e Patrizio (Oliva, ndr) ci abbiamo rimesso un po’ di soldi, ma è stato bellissimo vedere crescere il nostro progetto. Ora, grazie anche all’aiuto dei privati, come Union Gas e Luce, siamo autonomi. L’azienda di Aversa è un partner fondamentale, un riferimento importante per le nostre attività. La risposta entusiasta del territorio è sempre la cosa più importante, la spinta giusta per andare avanti.

Da campione dello sport sente il peso di dover essere un riferimento per tanti ragazzi a rischio?

Vogliamo essere un punto di rifermento, il nostro obiettivo è questo. Ma ci tengo anche a sottolineare che certe realtà, anche se alle prese con tanti problemi, sono vive. Ci sono giovani forti e sani che hanno prospettive importanti. Non sottolineiamo sempre e solo i lati negativi, iniziamo anche ad esaltare gli esempi positivi che ci sono in queste realtà. Ecco, se impariamo a tirare fuori il buono che c’è in tutti i contesti, allora sì che lo sport può fare la differenza e aiutare i ragazzi a crescere secondo validi principi. La strada è questa, ma serve l’aiuto di tutti. Noi, di Milleculure, ci siamo.