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Aumenta la bolletta dell’energia elettrica per gli italiani anche se, con una crescita dell’8.8% negli ultimi otto anni, il nostro Paese è quello che ha registrato l’incremento più basso in Europa.

Dalla fotografia scattata dal Centro Studi Impresa Lavoro, che ha analizzato l’andamento nel Vecchio Continente dal 2010 al 2018 dei prezzi medi dell’energia energia elettrica per uso domestico, emerge che le famiglie italiane spendono annualmente in media 634 euro.

Il costo per kWh, si legge nel report, è passato da 0,1943 del 2010 a 0,2114 euro per kWh del 2018 per un consumo medio per famiglia, nell’anno scorso, di 3.000 kWh.

Dalla rielaborazione dei dati Eurostat emerge che l’aumento del costo della bolletta dell’energia elettrica è abbastanza generalizzato all’interno dell’UE. E, come detto, tra le Nazioni che hanno fatto registrare in otto anni un aumento, l’Italia è quella con la percentuale minore.

Gli aumenti più rilevanti si registrano in Lettonia (+45,1%), Belgio (+44,2%), Estonia (+40,1%) e Portogallo (+39,7%). Nel Regno Unito il costo della bolletta dell’energia elettrica è cresciuto del 38%, in Spagna del 35,8%, in Francia del 34,7%, e in Germania del 24,4%.

Sei Paesi in cui il costo dell’energia elettrica domestica è diminuito. Si tratta del Lussemburgo dove si è registrato un decremento del 3,2%, nei Paesi Bassi del 4%, in Slovacchia del 4,1%, in Lituania del 7,5%, a Malta del 21,5% e in Ungheria addirittura del 31,6%.

L’Italia, però, si conferma tra i Paesi europei dove l’energia costa di più. Solo in Danimarca, Germania, Belgio, Irlanda, Spagna e Portogallo è più cara di noi. Sul prezzo finale pesano non poco tasse e accise nel nostro Paese incidono per il 36,1. L’incidenza delle imposte è più elevata solo in Danimarca (66%), Portogallo (55,2%), Germania (54%), Slovacchia (40,9%) e Austria (37,2%).

In questo scenario, tra meno di un anno, calerà il sipario sul mercato tutelato e si aprirà la stagione della piena liberalizzazione. Dal primo luglio 2020 cesserà infatti la fornitura di energia con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità per l’energia e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.

I consumatori, con l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, dovranno dunque effettuare il passaggio scegliendo tra le offerte disponibili quella più adatta alle loro esigenze.

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